Liberi di essere bambini

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Liberi di essere bambini è il motto, il principio ispiratore sotto la cui egida la Fondazione Anna Mattioli e l’Associazione Per ricominciare hanno trovato un pensiero condiviso, il presupposto di una virtuosa collaborazione: i due Enti si presentano per la prima volta ufficialmente insieme il 20 giugno, quando è stata programmata in carcere una partita di calcio tra genitori detenuti e i loro figli, per una disputa amichevole che crea un percorso di normalità, vicinanza e condivisione, nonostante la detenzione, offrendo la possibilità di vivere un momento unico,  normale per tutti gli altri bambini, che risulta eccezionale per quelli che hanno un genitore in carcere e per le loro famiglie. Un’occasione di sana competizione, una festa speciale che usa lo sport come esempio di superamento di pregiudizi e barriere, anche fisiche, liberando verso l’esterno del carcere energie positive e favorendo vicinanza ed attenzione per tutte le forme di incoraggiamento della misura detentiva intesa non solo come strumento di pena ma anche opportunità di riflessione e di recupero, presupposti di un futuro reinserimento sociale, al concludersi del periodo di detenzione.

Dal questo autunno, la Fondazione diventa il partner che supporta le attività dell’Associazione anche nelle “feste della famiglia”, programmate in diversi momenti dell’anno e volte a salvaguardare la naturalezza dell’incontro e a riconfermare il valore della completezza del nucleo familiare, in giorni speciali come quelli del Natale o in occasione della Festa del Papà, in un corretto percorso di crescita dei bambini che evita di esporli al rischio di ulteriore emarginazione sociale, ad atti di bullismo o allo stigma dei loro coetanei, per non farli diventare potenziali “vittime incolpevoli del crimine” nella vita quotidiana, anche fuori dal carcere.

Proprio per questo, la Fondazione Anna Mattioli sostiene convintamente anche le attività volte a mantenere in vita e a gestire in carcere un “ambiente cuscinetto protetto”, quello della ludoteca Il Gioco, o nella bella stagione gli spazi dedicati del giardino, in cui i bambini, assistiti da operatori specializzati e volontari, vivono più facilmente il percorso di accettazione dell’ingresso nell’istituto penitenziario, passando per una sorta di “terra di mezzo”, un ambiente assistito e protetto che, grazie anche al gioco e alla “lettura in famiglia”,  li aiuta al superamento del trauma dell’impatto con le mura carcerarie, dandogli la possibilità di sentirsi liberi di essere semplicemente bambini.

Di grande utilità, infine, la messa a disposizione per le famiglie provenienti da fuori città e in difficoltà economiche, grazie al Comune di Parma ed al supporto della Fondazione Anna Mattioli, di una “casa di accoglienza”, un luogo in cui i parenti e i bambini, in occasione dei colloqui in carcere o dei permessi del genitore detenuto, possono rinsaldare legami naturali e favorire rapporti e scambi emotivi essenziali in un equilibrato e sano percorso di crescita dei minori di età.